Vibrazioni

VV.AA.\ VIBRAZIONI D’INCHIOSTRO

Neruda scrisse “La parola è un ala del silenzio”, verissimo la parola è silenziosa,ma nutre e seduce l’anima come se ci gridasse ai sensi; gli antipodi dei temi trattati in questa raccolta dagli otto autori e, le diversità caratteriali degli stessi ci faranno remigare attraverso un coro di voci profumi, colori che in un tempo dominato dalla tecnologia e dalla materialità sapranno offrirci uno spazio riflessivo dove la fantasia ancora può correre libera.
La letteratura italiana ci offre davvero di spaziare tra poesia e racconti che sanno toccarci il cuore. Inutile rivendicare le qualità di poeti e scrittori dello stivale, l’Italia paese d’arte è colmo di talenti letterari sconosciuti ed è insostituibile il contributo umano e sociale che essi donano alla nostra cultura.
Monica Pierluigi

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L’IDEA PERVERSA

Scampoli di giorni trascorsi sulla panchina della mente, scrutando i pensieri che si materializzano e diventano sosta, ma anche angoscia, attesa, aspettativa e accoglienza. Le pagine spiegano in modo spontaneo e aperto, e queste emozioni che traspaiono sono una comunicazione con la realtà. Trasfigurando nei propri pensieri la mappa di ogni sua emozione, l’Autore si pone davanti ad uno specchio trasformando ogni pensiero in un mosaico alchemico, riprendendo il cammino verso una nuova méta per riuscire a comprendersi e respirare nuovi orizzonti. Paolo Sassaroli ci dice che in fondo la vita è un percorso che ognuno può scoprire ogni giorno liberando le proprie potenzialità per esprimere ogni attimo presente, senza guardarsi indietro, nel passato dei sensi di colpa e senza preoccuparsi di quello che avverrà, nel futuro di ignote azioni. Vivere il momento e ridiventare terra, acqua, pietra mentre l’andare del quotidiano si tinge di toni più soffusi ritrovando antichi gesti, in un silenzio che fa spazio ad ogni ombra, proprio quando si capisce che le ombre sono più interessanti delle false luci.
Cristina Del Torchio 

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delirio

DELIRIO, FAVOLA DI UNO QUALSIASI

Paolo Sassaroli ha voluto confondersi nell’accezione di uno qualsiasi con una favola delirante, ma non troppo, scioccante ma coinvolgente, scarnificata e dolorosa, ridanciana e viva.
L’uomo qualsiasi non ha scritto poesie, ma una prosa per certi versi molto lirica, musicale, sonora. Ha voluto ripetere parecchie volte le stesse parole in sequenza, come a far capire che la sua è una sottolineatura, pregnante sì, ma debordante di emozione, pullulante di sentimenti portati all’estrema esasperazione, per viverli di più, per sentirli di più, per capirli di più.
Suddiviso in periodi, brevi ma significativi, questo libro è un supporto di diario, un bollettino di viaggio alla Robinson Crosue, che coi segni sul tronco conteggiava i giorni da naufrago sulla sua isola in mezzo al mare.
Perduto e arruffato, come quei cani apparentemente indifesi e agognanti di carezze, Paolo Sassaroli ci conduce nella sua avventura fin qui, dove tutto, probabilmente ricomincerà, come un ciclo nuovo che rinasce, che riprende il giro delle ruote della stessa carrozza.

Dalla prefazione di Silvia Denti

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