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NELL’ARCOBALENO DEL BIANCO E NERO

Marzia aveva trovato uno scritto, una lettera di una giovane mamma con un figlio come Pietro. Riassumendomi i punti salienti dello scritto mi raccontò che quella madre aveva paragonato l’attesa di un figlio ad un viaggio accuratamente programmato. “E’ così, quando stai per avere un bambino è come programmare un favoloso viaggio in Italia (…)” “Il Colosseo, il David di Michelangelo, le gondole a Venezia (…)” “Dopo qualche mese di sogni anticipati, il giorno finalmente arriva, fai le valigie e parti (…)” Il viaggio sognato in realtà non sarà lo stesso, perché sarà raggiunta una meta, non meno bella o importante, ma diversa. “Lo steward entra e dice: – Benvenuti in Olanda- (…)” “Dunque, sarebbe come dire che non si sa mai cosa ti riserva la vita. Il tuo viaggio in Italia è diventato un viaggio in un altro Paese” disse Marzia. “È solo un luogo diverso, più calmo e pacifico dell’Italia, meno abbagliante dell’Italia. Ma dopo che sei lì da un po’ prendi confidenza, ti guardi intorno e cominci ad imparare che l’Olanda ha i mulini a vento e l’Olanda ha i tulipani e l’Olanda ha Rembrandt (…)” Questo racconto mi lasciò addosso una quasi tangibile serenità, il sapere esprimere fatti della vita così importanti sotto forma di una storia delicata nelle sue varie parti, mi fece sorridere e tutto mi sembrò in un certo senso meno faticoso da affrontare.

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